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R.D. 27/02/1913 n. 331

Regio Decreto 27/02/1913 n. 331

Norme per l'esecuzione del piano regolatore di Messina e disposizioni varie per i paesi danneggiati dal terremoto del 28/12/1908.

VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA

-Visto l'art. 14 della legge 12/01/1909 n. 12;

-Viste le leggi 13/07/1910 n. 466, 28/07/1914 n. 842, e 06/07/1912 n. 801, concernenti provvedimenti a favore dei Comuni danneggiati dal terremoto del 28/12/1908;

- Sulla proposta del Nostro presidente del Consiglio dei ministri, ministro del- l'interno, di concerto coi ministri delle finanze, del tesoro, dei lavori pubblici e dell'agricoltura, industria e commercio;

-Sentito il Consiglio dei ministri; Abbiamo decretato e decretiamo:

CAPO I Proroghe di termini

Art. 1. Sono prorogati

a) al 31 dicembre 1913 il termine, di cui all'art. 13 della legge 28/07/1911 n. 842, per i casi contemplati nelle lettere b) e c), già prorogato a tutto il 28/02/1913 dall'art.1 del R.D. 30/08/1912 n. 1059

b) al 30/06/1914 il termine, di cui all'art. 54 della legge 28/07/1911 n. 812, ed all'art. 16, 2° comma della legge 06/07/1912 n. 801

c) al 30 giugno 1915 il termine, di cui ai penultimi commi degli articoli 10 e 13 della legge 28/07/1911 n. 842. Per il piano regolatore di Messina, il termine di cui al primo comma dell'art. 45 della legge 13/07/1910 n.466, scade il 05/03/1915.

CAPO II Comparti del piano regolatore

Art. 2. Gli isolati del piano regolatore di Messina possono essere divisi in comparti, che costituiscono unità fabbricabili. La divisione ha luogo secondo i limiti finitimi di proprietà, accertati con i dati della mappa catastale, ove non adducansi titoli poziori di prova. Quando risulti necessario, si può, nel formare i comparti, procedere a spostamenti e regolarizzazioni di confine, compensando i vari proprietari con aggiunta di aree equivalenti in valore. Agli isolati che costituiscono unità fabbricabili si applicano senz'altro le disposizioni degli articoli 4 e seguenti.

Art. 3. Il piano di divisione in comparti é stabilito per ciascun isolato, dalla Giunta municipale, e pubblicato a norma dell'art. 17 della legge 25/06/1865 n. 2359, per un termine di 15 giorni entro il quale i proprietari e gli altri aventi diritto possono presentare le loro osservazioni ed opposizioni al prefetto, che decide, sentita una Commissione composta del delegato del Ministero dei lavori pubblici, di un consigliere di prefettura, e di un giudice del tribunale. Contro le decisioni del prefetto non é ammesso gravame amministrativo giudiziario, e le eventuali modifiche sono introdotte direttamente nel piano dal delegato del Ministero dei lavori pubblici. A richiesta di proprietari di un isolato il prefetto, sentita la Commissione, può stabilire un termine al Comune per la divisione in comparti, ed, ove occorra, può procedere d'ufficio alla divisione. Gli atti tutti della sopraindicata procedura sono esenti dalle tasse di bollo.

Art. 4. I proprietari dei beni compresi in un comparto possono, anche subito dopo la divisione ed in ogni modo prima dell'assegnazione in base alle gare di cui agli articoli seguenti, far constare con verbale, davanti al sindaco, il loro accordo per il regolamento dei diritti di proprietà, e per la fabbricazione dell'intero comparto secondo le modalità stabilite dal Comune. Dalla data del verbale decorre, per detti proprietari, il termine di cui all'art. 16 della legge 28/07/1911 n. 842.

Art. 5. Subito dopo la delimitazione di un comparto ed ove i proprietari non abbiano già fatto constare il loro accordo, il Comune determina definitivamente, con la procedura della legge 25/06/1865 n. 2359, e della legge 13/07/1910 n. 466, e 28/07/1911 n. 842, l'indennità di espropriazione di tutti i beni compresi nel comparto, e procede alla loro assegnazione complessiva, in base ad un prezzo minimo pari alla somma delle indennità liquidate. Ad una prima gara sono invitati, con avviso da pubblicarsi a norma dell'art.3 tutti i proprietari dei beni compresi nel comparto, i quali versino cauzione corrispondente almeno al decimo della somma sopraindicata, e la gara ha luogo nel giorno trigesimo davanti al sindaco, che assegna il comparto al migliore offerente. In base ai verbali di assegnazione, il prefetto ordina immediatamente all'acquirente di versare alla Cassa depositi e prestiti le indennità spettanti ai proprietari espropriati e di pagare alla Cassa comunale le spese sostenute dal Comune e l'aumento percentuale di gara, calcolato per le indennità versate, sotto pena, in caso di inadempienza , di decadere dal diritto d'acquisto e di perdere la cauzione. In favore dell'acquirente che abbia adempiuto agli obblighi prescritti, il prefetto emette il decreto di espropriazione comunicandolo all'unione Messinese.

Art. 6. Anche prima della determinazione definitiva delle indennità di cui al I¡ comma del precedente articolo, può il Comune, su domanda anche di un solo proprietario del comparto, procedere, nelle forme dell'articolo precedente, ad una gara, in base al valore di stima, di cui all'art. 34, della legge 28/07/1911 n. 842, con obbligo agli acquirenti di accettare e pagare la maggiore indennità che fosse in seguito definitivamente liquidata, dando idonea garanzia al riguardo.

Art. 7. Ove non addivengasi ad assegnazione in base ai precedenti articoli per diserzione o decadenza, il Comune apre entro 30 giorni una seconda gara, nelle forme dell'articolo medesimo, fra

a) i proprietari di parti o piani soprastanti al soffitto del primo piano di edifici nell'ambito del piano regolatore di Messina

b) i proprietari di edifici o parte di edifici sottoposti ad espropriazione per effetto del piano regolatore indipendentemente dall'art. 43 della legge 13/07/1910 n.466

c) l'Unione messinese. Sull'ammissione dei concorrenti alla gara, decide la Giunta municipale, con deliberazione non soggetta a gravame amministrativo o giudiziario.

Art. 8. Quando la seconda gara sia andata deserta o sia decaduto l'acquirente, il Comune bandisce una terza gara, aperta a tutti, sulla base dello stesso prezzo e colla medesima procedura. Ove anche nella terza gara siasi verificata la deserzione o la decadenza, ed il Comune non abbia entro sei mesi concluse trattative private, sempre in base al prezzo minimo iniziale, o non siasi reso diretto acquirente del comparto, i beni tutti del comparto stesso sono dichiarati liberi da espropriazione. Da tale dichiarazione decorrono per i proprietari i termini di cui all'art. 10 del- la legge 28/07/1911 n. 842.

Art. 9. Ove in un comparto vi siano aree comunali, ed il Comune non creda di espropriarlo per intero per costruzioni di case economiche o popolari, da parte degli enti di cui all'art. 15, i proprietari degli altri beni sono invitati ad acquistare le aree comunali con le forme di cui agli articoli 4 e 5. Nel caso di diserzione o decadenza il Comune deve acquistare l'intero comparto o proseguire nelle ulteriori gare di cui agli articoli 6 e 7.

Art. 10. I verbali di assegnazione non sono esecutori, se non sono vistati dal prefetto a termini della legge comunale e provinciale.

Art. 11. I proprietari espropriati a norma dei precedenti articoli conservano il diritto al mutuo e la facoltà di costruire su un'altra area nell'ambito del piano regolatore, tenuto presente il disposto dell'art. 22 del R.D. 24/12/1911 n. 1479, modificato dall'art. 3 della legge 06/07/1912 n. 801. Essi però sono sottoposti agli obblighi di cui all'art. 10 della legge 28/07/1911 n. 842, calcolando i termini ivi indicati dalla notifica del decreto di espropriazione. Dalla stessa data decorrono anche per l'acquirente i termini di cui all'art. 16 della legge 28/07/1911 n. 842.

Art. 12. L'eventuale maggiore provento, ottenuto in base alle gare di cui ai precedenti

articoli ed all'incameramento delle cauzioni, é devoluto al bilancio comunale, e deve essere investito in costruzione di case popolari. Sullo stesso bilancio gravano, nel caso del secondo comma dell'art. 8 le spese per l'intero compimento della procedura.

Art. 13. Le disposizioni dell'art. 70 della legge 13/07/1910 n. 466, sono applicabili tutto il procedimento di espropriazione contemplato nei precedenti articoli.

CAPO III Uffici del piano regolatore

Art. 14. Gli uffici di Messina e di Reggio Calabria per l'attuazione del piano regolatore e per le relative espropriazioni sono posti sotto l'alta direzione di un funzionario del genio civile, al quale sono assegnate le funzioni di delegato del Ministero dei lavori pubblici nei detti Comuni. A tale funzionario ed agli altri del genio civile che vengano destinati agli uffici sopraindicati sono applicabili le disposizioni dell'art. 25 del R. D. 24/12/1911 n. 1479.

CAPO IV Case economiche

Art. 15. E' dichiarata di pubblica utilità la costruzione nei Comuni colpiti dal terremoto 28 dicembre 1908 di case economiche o popolari da parte del Comune, dell'Unione messinese e degli enti contemplati nella legge, testo unico, 27/02/108 n. 9, per le case popolari. All'Unione messinese e a tali enti i Comuni possono cedere in enfiteusi aree di loro proprietà.

Art. 16. All'art. 51 della legge 28/07/111 n. 842 é sostituito il seguente: Sui proventi dell'addizionale, di cui all'art. 1 della legge 28/07/1911 n.842, é autorizzata la spesa di L. 500.000 per la costruzione di case economiche nell'ambito del piano regolatore del centro urbano di Reggio Calabria. Le case saranno di proprietà del comune a cura del quale sarà eseguita la costruzione, dovranno sorgere in aree di sua proprietà e contenere appartamenti di non più di quattro vani, compresa la cucina. le stesse case non potranno essere affittate che a persone di fatto residenti a Reggio Calabria alla data della pubblicazione del presente decreto e non potranno essere assoggettate ad ipoteca né cedute od alienate. Per gli atti, che possono occorrere per l'esecuzione del presente articolo, il comune di Reggio Calabria godrà delle esenzioni e riduzioni di tasse concesse con la legge 13/07/1910 n. 466. Restano ferme le disposizioni contenute nella legge, testo unico, 27/02/1908 n. 89 per le case popolari.

Art. 17. La spesa di cui alla lettera b) dell'art. 2 della legge 28/07/1911 n. 842, é aumentata di due milioni ed é aumentata di egual somma la spesa di cui alla lettera c) dell'articolo stesso.

Art. 18. Con decreti dei Ministeri del tesoro e dell'agricoltura, industria e commercio, l'Unione messinese può essere autorizzata a contrarre mutui ipotecari, estinguibili mediante ammortamenti annuali sulle case economiche da essa costruite, a termini dell'art. 29 della legge 28/07/1911 n. 842, a condizioni che l'importo di tali mutui, dedotte le spese, venga interamente impiegato nella costruzione di altre case economiche, in conformità degli articoli 31, 32 e 33 della legge predetta. Trascorsi 10 anni dalla concessione del rispettivo permesso di abitabilità, le case costruite con il provento dei mutui passano anche esse di proprietà del comune di Messina con i relativi oneri ipotecari. Con la stessa procedura, l'Unione messinese può essere autorizzata a vincolare di ipoteca le dette case, col fine esclusivo di procurarsi i mezzi per costruirne altre.

CAPO Unione messinese e disposizioni varie

Art. 19. Ai decreti prefettizi, di cui agli articoli 15 e 16 della legge 28/07/1911 n. 842, sono applicabili il 1° e 3° comma dell'art. 70 della legge 13/07/1910 n. 466.

Art. 20. Alle facoltà attribuite all'Unione messinese con l'art. 18 della legge 13/07/1910 n. 466, è aggiunta anche quella di vendere e permutare aree di sua proprietà, conservando il corrispondente diritto di mutuo.

Art. 21. Alla riscossione delle entrate patrimoniali dell' Unione messinese, sono estese le disposizioni del R. decreto 14/04/1910 n. 639, per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato. R.D. 27/02/1913 n.331 – Norme esecuz. piano regolatore di Messina e disposiz. per paesi terremotati.

Art. 22. Le somme di cui all'art. 7 del R.D. 24/12/1911 n. 1479, possono essere versate anche presso la Cassa di risparmio delle provincie siciliane con sede a Palermo, in conto corrente fruttifero.

 

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