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O.P.C.M. 05/08/2005 n. 3455

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 agosto 2005 n. 3455 Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare la situazione di crisi socio-ambientale determinatasi nel territorio dei comuni di Cengio e Saliceto. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

- Visto l'art. 5 della ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 agosto 2005 n. 3455 Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare la situazione di crisi socio-ambientale determinatasi nel territorio dei comuni di Cengio e Saliceto. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

- Visto l'art. 5 della

- Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

- Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;

- Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 marzo 1999, relativo alla dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio dei comuni di Cengio (Savona ) e Saliceto (Cuneo) in ordine alla situazione di crisi socioambientale, nonchè il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 dicembre 2000, con il quale il medesimo stato d'emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2002;

-Visto il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 dicembre 2002, con il quale il predetto stato d'emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;

- Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14 gennaio 2005, recante la proroga dello stato di emergenza nel territorio dei predetti comuni sino al 31 dicembre 2006, ed atteso che tale provvedimento è stato annullato, in sede giurisdizionale amministrativa di primo grado, relativamente alla disposta nomina del Commissario delegato;

- Atteso che l'udienza di discussione del giudizio di merito in grado di appello risulta fissata per la data del 28 ottobre 2005, e che successivamente all'ordinanza 14 luglio 2005, del Consiglio di Stato che ha ritenuto di non ravvisare profili di pregiudizio dall'attuale assenza della figura commissariale, sono pervenute le note del 18 luglio 2005, di Syndial S.p.a. e del 27 luglio 2005, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio con cui è stata rappresentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l'inevitabilità dei ritardi che andrebbero a riguardare le attività di bonifica all'interno del sito industriale e nella zona esterna di Pian Rocchetta, in conseguenza della situazione determinatasi;

- Tenuto conto che l'attività di progettazione relativa al trasferimento dei rifiuti presenti nell'area di Pian Rocchetta e nella zona A1 dello stabilimento risulta interrotta;

- Atteso che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio con la citata nota del 27 luglio 2005, ha rappresentato, in particolare la gravità della situazione determinatasi nel sito di interesse nazionale di Cengio e Saliceto con riferimento, specificatamente, all'imminente stagione delle piogge;

- Considerato che con la citata nota del 18 luglio 2005 della società Syndial, sono state rappresentate sopravvenienze fattuali esterne al quadro processuale prospettato in sede cautelare al Consiglio di Stato;

- Atteso che l'accertata permanenza delle condizioni per la proroga dello stato di emergenza, già evidenziata dalle due regioni interessate in occasione dell'intesa raggiunta presso il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 11 gennaio 2005, determina la necessità di porre rimedio alla situazione di vacanza della figura commissariale, con una determinazione produttiva di effetti sino al termine del contenzioso giurisdizionale in atto;

-Considerato che attualmente permane la necessità di tutelare adeguatamente la salute pubblica e l'ambiente dal pericolo di danni gravi ed irreparabili derivanti dall'arresto degli interventi di messa in sicurezza dei rifiuti industriali pericolosi presenti nell'area dello stabilimento ACNA, nella discarica di Pian Rocchetta e sulle sponde del fiume Bormida, a cui si aggiunge l'esigenza congiunta di accelerare i tempi per l'approvazione della caratterizzazione delle aree esterne al sito industriale, anche per evitare ulteriori ritardi;

- Considerato poi che in ordine alla definizione dei poteri di intervento del Commissario delegato sono state emanate le ordinanze di protezione civile n. 2986 del 31 maggio 1999, concernente: «Interventi urgenti intesi a fronteggiare la situazione di emergenza derivante dalla situazione di crisi socio- ambientale dell'area riguardante il sito industriale dell'ACNA ricadente nei territori dei comuni di Cengio, in provincia di Savona, e Saliceto, in provincia di Cuneo e del fiume Bormida», nonchè le ordinanze di protezione civile n. 3012 del 21 ottobre 1999, n. 3127 del 27 aprile 2001, n. 3232 del 24 luglio 2002, e l'art. 5 dell'ordinanza di protezione civile n. 3251 del 14 novembre 2002, sulle quali le regioni Liguria e Piemonte hanno espresso la prevista intesa;

-Considerato, altresì, che risulta indispensabile nominare un Commissario delegato in possesso di adeguata esperienza e competenza, per assicurare il solo compimento di attività indifferibili ed adeguate a tutelare gli interessi primari delle collettività, tenuto conto di quanto prospettato nelle citate note della società Syndial e dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, sino all'esito del giudizio d'impugnazione pendente presso il Con( siglio di Stato, e di cui è stata fissata l'udienza di discussione al 28 ottobre 2005;

-Considerato, infine, che tale attività commissariale deve necessariamente essere compiuta in termini tali da assicurare da un lato omogeneità agli interventi di tutela degli interessi pubblici coinvolti nell'emergenza in atto negli ambiti territoriali di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14 gennaio 2005, e, dall'altro, risultare motivata con riferimento specifico alla ricorrenza di preminenti circostanze aventi carattere d'urgenza e d'indispensabilità, senza possibilità di incidere definitivamente sul ricorrente quadro esigenziale, sì da consentire pienezza di tutela giurisdizionale, all'esito del contenzioso in atto, ai soggetti interessati;

- Ritenuto che, per quanto precede, ed all'esito della riunione tenutasi in data 28 luglio 2005, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con i presidenti delle regioni interessate, che sia maggiormente opportuno e coerente per la situazione di criticita dì cui trattasi, nominare Commissario delegato per il periodo determinato testè citato nel presente provvedimento, il dott. Giuseppe Romano prefetto di Genova;

- Su proposta del capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

Dispone:

Art. 1.

1. Per le ragioni indicate in premessa, il dott. Giuseppe Romano, Prefetto di Genova, è nominato Commissario delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri fino alla pronuncia del Consiglio di Stato, adito in sede di appello avverso la sentenza del TAR Liguria. Al predetto Commissario delegato spettano i poteri di carattere straordinario ed urgente contemplati nelle precedenti ordinanze di protezione civile, nei limiti di cui in motivazione inerenti al contesto critico in questione, nell'esercizio dei quali garantirà ogni opportuno raccordo con i presidenti delle regioni Liguria e Piemonte. La presente ordinanza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 5 agosto 2005 Il Presidente: Berlusconi

 

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