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D.P.C.M. 28/06/2002 n. 3224

DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE 28 GIUGNO 2002

(GU n. 157 del 6-7-2002)

Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza idrica nelle province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa e per il superamento della situazione di crisi socio-economico-sanitaria nel settore zootecnico in conseguenza dell'emergenza idrica che interessa l'intero territorio della regione siciliana.

(Ordinanza n. 3224)

Il Ministro dell'Interno delegato per il Coordinamento della Protezione Civile

-Visto l'art. 5 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225;

-Visto l'art. 107 del Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

- Visto il Decreto-Legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 novembre 2001, n. 401;

-Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 settembre 2001, che delega le funzioni del coordinamento della protezione civile, di cui alla Legge 24 febbraio 1992, n. 225, al Ministro dell'interno;

- Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in data 14 gennaio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 23 del 28 gennaio 2002, con il quale lo stato di emergenza per la crisi di approvvigionamento idro-potabile nel territorio delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani è stato prorogato fino al 31 dicembre 2002, con contestuale nomina del presidente della regione siciliana commissario delegato;

- Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in data 16 maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 120 del 24 maggio 2002, con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione alla crisi di approvvigionamento idro-potabile nei territori delle province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa fino al 31 dicembre 2002;

- Vista l'ordinanza n. 3189 del 22 marzo 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 80 del 5 aprile 2002, recante "Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza idrica nei territori delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani";

- Considerato che il sensibile abbassamento delle falde acquifere ha aggravato ulteriormente la grave crisi idrica già presente nella regione siciliana, coinvolgendo le province di Messina, Siracusa, Catania e Ragusa e determinando, anche a causa delle condizioni meteoclimatiche, una situazione di emergenza;

-Considerato che già in molti comuni delle province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa l'erogazione del servizio di acqua potabile avviene con modalità intermittenti, a causa dell'indisponibilità di un adeguato regime delle fonti di approvvigionamento;

- Considerato che ai fini dell'emergenza idrica anche gli usi connessi all'esercizio degli acquedotti rurali di cui all'art. 27, della Legge 5 gennaio 1994, n. 36, sono equiparati agli usi idro-potabili e che, dopo il consumo umano, deve essere assicurata la priorità dell'uso agricolo;

-Considerato che, per superare lo stato di emergenza idrica nel territorio della regione siciliana, è anche necessario avviare il governo unitario della risorsa idrica e la gestione unitaria del servizio di approvvigionamento per i diversi usi della risorsa stessa, tenendo conto anche della necessità di ottimizzare il sistema degli invasi presenti nella regione;

- Ritenuto inoltre, che la scarsità delle precipitazioni, associata alle alte temperature, ha determinato gravi problemi di alimentazione del bestiame, stante la sopravvenuta insufficienza di riserve vegetative;

- Considerato che le popolazioni animali presenti nel territorio della regione siciliana sono state riconosciute quale patrimonio inestimabile per la salvaguardia della biodiversità e protette dalla convenzione di Rio de Janeiro del 1972, e che tale popolazione è fortemente legata allo sfruttamento delle essenze pascolative autoctone e naturali;

- Ritenuto altresì, di dover integrare i contenuti della citata ordinanza n. 3189/2002, al fine di assicurare la più efficace azione della gestione commissariale, unitamente ad un più funzionale coordinamento delle relative iniziative nell'ambito dell'intero territorio regionale;

-Sentito il Ministero dell'economia e delle finanze;

-Sentito il Ministero delle politiche agricole e forestali;

-Sentito il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio;

-Acquisita l'intesa della regione siciliana;

Art. 1.

1. Il presidente della regione siciliana, già commissario delegato per l'attuazione degli interventi urgenti nel settore dell'approvvigionamento idropotabile delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani, è nominato commissario delegato anche per le province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa, e provvede alla realizzazione delle attività finalizzate al superamento dell'emergenza nel settore dell'approvvigionamento, dell'adduzione, della potabilizzazione, del trasporto e della distribuzione delle acque, ed a garantire la qualità e la quantità della risorsa idrica necessaria per gli usi umani, nonchè ad avviare e completare gli interventi per assicurare il ritorno alle normali condizioni di vita.

2. Il commissario delegato pone in essere, sull'intero territorio della regione siciliana, unitamente agli interventi di cui all'art. 1, comma 2 dell'ordinanza 3189/2002, anche le seguenti attività

a) avvio del governo unitario della risorsa idrica e della gestione unitaria del servizio di approvvigionamento per i diversi usi della risorsa stessa

b) individuazione degli interventi e delle procedure necessari per la messa in normale esercizio dei serbatoi artificiali presenti sul territorio della regione siciliana necessari per lo svolgimento del servizio di approvvigionamento idrico

c) realizzazione degli interventi previsti dall'accordo di programma quadro "Risorse idriche per la regione siciliana" stipulato in data 5 ottobre 2001, e successive modifiche ed integrazioni, già valutati positivamente dall'amministrazione regionale, nonchè attuazione delle procedure per la definizione degli interventi di cui all'allegato 2-bis del medesimo accordo

d) il commissario delegato può, altresì, predisporre linee guida per l'attuazione e fornire direttive relativamente all'interpretazione autentica della Legge n. 36/1994 come recepita dalla Legge della regione siciliana n. 10/1999 e dei connessi provvedimenti attuativi.

3. Il commissario delegato è, altresì, autorizzato a predisporre gli studi, la progettazione e la realizzazione delle opere e delle infrastrutture necessaria per l'utilizzo, a fini idropotabili, dell'invaso di Rosamarina, del bacino idrografico S. Leonardo.

4. Al fine di rendere più efficace l'azione del Commissario delegato sono apportate all'ordinanza 3189/2002 le seguenti modifiche ed integrazioni

a) all'art. 1, comma 2, punto 6 dopo le parole "non ancora" e aggiunta la seguente "avviati"

b) all'art. 1, comma 2, punto 9 dopo la parola "temporanea" sono aggiunte le seguenti parole "anche avvalendosi della collaborazione dei prefetti territorialmente competenti"

c) all'art. 5, comma 1 la parola "sette" è sostituita dalla seguente "otto", dopo la frase "un componente designato dal Ministro della salute" si aggiunge la seguente "un componente designato dal Ministro delle politiche agricole e forestali"

d) all'art. 6, comma 1 dopo le parole "ai servizi tecnici nazionali" si aggiungono le seguenti "nonchè di altri Enti pubblici, anche economici."

e) all'articolo 6, comma 2 la frase "composta complessivamente da non più di quaranta unità di personale, di cui 30 a tempo pieno" è sostituita dalla seguente "composta complessivamente da non più di sessanta unità di personale, di cui cinquanta a tempo pieno"

f) all'art. 6, comma 2 è aggiunta la seguente disposizione: "Il trattamento economico complessivo dei dipendenti della regione siciliana, utilizzati dalla struttura commissariale di cui al comma 2, resta a carico dei singoli rami delle amministrazioni di provenienza"

g) all'art. 6, comma 5, le parole "di cinque consulenti" sono sostituite dalle seguenti "di dieci consulenti".

5. Il personale comunque utilizzato nelle attività volte a fronteggiare lo stato di emergenza idrica dichiarato nella regione siciliana, unitamente a quello impiegato nelle unità di crisi istituite presso le prefetture in seguito all'emanazione di specifici provvedimenti del commissario delegato, è autorizzato, per la durata dello stato di emergenza, a svolgere prestazioni di lavoro straordinario, nel limite massimo di 70 ore mensili, effettivamente reso ed attestato, con oneri a carico del commissario delegato.

6. Per l'attuazione dell'ordinanza 3189/2002 e successive modifiche e integrazione, il presidente della regione - commissario delegato può avvalersi, anche per singoli interventi, di un soggetto attuatore, con compiti di definizione delle modalità di gara, adozione degli atti di affidamento per lavori e gestione dei medesimi. Per le suddette attività il soggetto attuatore può avvalersi della struttura di supporto del presidente della regione commissario delegato di cui all'ordinanza n. 3189/2002.

7. Per il compimento delle attività di cui a precedenti commi 1, 2 e 3, il commissario delegato si avvale dei poteri e della struttura di cui all'ordinanza 3189/2002 e successive modifiche ed integrazione.

8. Sono abrogati l'art. 7 dell'ordinanza n. 3052/2000 e l'art. 4 dell'ordinanza n. 114/2001.

1. A seguito della situazione di emergenza cagionata dalla prolungata siccità, che ha compromesso gravemente le riserve vegetative e determinato ingenti danni all'intero settore zootecnico in tutto il territorio della regione siciliana, il presidente della regione siciliana - commissario delegato si avvale di un soggetto attuatore per porre in essere interventi diretti al superamento della detta situazione emergenziale, con autonomia dell'impegno e dell'erogazione della relativa spesa, di cui al presente articolo.

2. A tal fine, il soggetto attuatore assegna ai soggetti aventi titolo i fondi finalizzati all'acquisto di foraggio e mangimi nonchè i contributi da corrispondere agli aventi diritto in ragione delle perdite subite per capi di bestiame.

3. Tenuto conto della necessità di contenere l'utilizzo di alimenti destinati al consumo animale, il soggetto attuatore adotta tutte le iniziative, anche di carattere procedimentale, affinchè si realizzi, previa definizione dei relativi criteri, termini e modalità, l'abbattimento e il conseguente ammasso o distruzione degli animali che risultino improduttivi nello specifico contesto zootecnico, prevedendo, altresì, un indennizzo da corrispondere agli aventi diritto.

4. Per le attività oggetto del presente articolo il soggetto attuatore si avvale di dieci unità di personale a tempo pieno appartenenti ai ruoli della pubblica amministrazione. Il soggetto attuatore può, inoltre, avvalersi di due consulenti nominati in osservanza delle modalità di cui al comma 5 dell'art. 6 dell'ordinanza n. 3189/2002 - unitamente a due unità di personale esperto in zootecnia. A questi ultimi sarà corrisposta un'indennità pari a quella prevista per gli esperti di cui al Decreto-Legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito con Legge 3 agosto 1998, n. 267. La durata dell'utilizzazione del personale di cui al presente articolo è limitata alla validità della dichiarazione dello stato di emergenza idrica per il territorio della regione siciliana.

5. Per l'attività prevista dal presente articolo il soggetto attuatore può avvalersi della collaborazione degli ispettori provinciali dell'agricoltura e delle aziende sanitarie locali.

Art. 3.

1. Ferma l'adozione di una o più successive ordinanze riguardanti determinate porzioni di territorio regionale caratterizzate da specifiche complesse problematiche, il Commissario delegato di cui all'art. 1 provvede all'attuazione della necessaria azione di coordinamento con gli interventi già individuati, in atto o realizzati sulla base della citata ordinanza n. 3189/2002.

Art. 4.

1. Per l'attuazione degli interventi di cui all'art. 1, comma 2, lettera b) il commissario delegato, anche al fine di migliorare l'efficacia della propria azione, avvale della collaborazione del Servizio nazionale dighe. 2. Per l'espletamento dell'attività di collaborazione di cui al comma precedente il Servizio nazionale dighe è autorizzato ad avvalersi di un contingente di quindici unità di personale, proveniente da amministrazioni dello Stato o da enti pubblici anche economici, collocato in posizione di comando o fuori ruolo. Tale personale, unitamente a quello attualmente applicato presso il Servizio nazionale dighe in posizione di comando, fuori ruolo, distacco, in numero di 3 unità, è mantenuto in servizio per l'intera durata della dichiarazione di stato di emergenza di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2002.

 

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