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D.M. LL.PP.. 07/05/2002 n. 8

PUBBLICI 7 MAGGIO 2002

(GU n. 119 del 23-5-2002)

Ulteriori chiarimenti alle stazioni appaltanti in ordine alle categorie da indicare nei bandi di gara ed alle SOA in ordine ai criteri da seguire per il rilascio delle attestazioni di qualificazioni.

(Determinazione n. 8/2002).

Il Consiglio

Considerazioni in fatto Alcune stazioni appaltanti e associazioni imprenditoriali hanno richiesto all'Autorità ulteriori chiarimenti in ordine ai criteri da impiegare per la individuazione delle categorie generali e specializzate da riportare nei bandi di gara per l'appalto o per le concessioni di lavori pubblici. Le richieste sottolineano l'importanza che ha tale indicazione in quanto essa condiziona l'accesso delle imprese alle suddette gare. Viene anche sottolineato che vi è uno stretto rapporto tra questi criteri e quelli che devono applicare le SOA per il rilascio delle attestazioni. Inoltre alcune SOA hanno inviato delle nuove richieste di chiarimenti in ordine ai criteri da seguire per il rilascio delle attestazioni di qualiticazioni. Le richieste riguardano:

1) la possibilità o meno per le imprese qualificate nella categoria di opera generale OGI (edifici civili ed industriali) di concorrere ad appalti per l'affidamento di lavori di manutenzione di un'opera rientrante nella suddetta catetgoria i cui bandi prevedano, però, come categoria prevalente una delle categorie di opere specializzate a qualificazione non obbligatoria OS6 (finiture di opere generali in materiali lignei, plastici, metalli e vetrosi), OS7 (finiture di opere generali di natura edile) e OS8 (finiture di opere generali di natura tecnica) e, in caso positivo, la specificazione di quali siano le condizioni da rispettare per consentirlo;

2) la possibilità o meno per le imprese qualificate nella categoria di opera generale OG11 di partecipare ad appalti che prevedano come categoria prevalente oppure come categorie scorporabili una o più delle categorie di opere specializzate OS3 (impianti idrico-sanitario, cucine, lavanderie), OS5 (impianti pneumatici e antintrusione), OS28 (impianti termici e di condizionamento) e OS30 (impianti interni elettrici, telefonici, radiotelefonici e televisivi) e, in caso positivo, la specificazione delle condizioni da rispettare per consentirlo;

3) se nel caso di un appalto per la realizzazione di un impianto di fitodepurazione sia o non sia corretta la indicazione come categoria prevalente della categoria di opera specializzata OS1 ed in caso negativo quale sia la categoria da indicare come prevalente;

4) la individuazione del rapporto intercorrente tra la categoria di opera generale OG6 (acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere di irrigazione e di evacuazione) e la categoria di opere specializzate OS22 (impianti di potabilizzazione e depurazione);

5) quali sia la categoria di opera generale o di opera specializzata in cui sono da ricomprendere gli impianti di sollevamento acque;

6) se ai fini della qualificazione nella categoria di opera specializzata OS23 (demolizione di opere) sia possibile valutare i lavori eseguiti per lo smantellamento di un relitto di nave;

7) come debba essere qualificato il subappaltatore per le lavorazioni cui inerisce il subappalto qualora siano differenti dalle categorie indicate nel bando di gara;

8) se è possibile che un'impresa, mediante documentazione aggiuntiva rispetto al certificato di esecuzione dei lavori, possa utilizzare ai fini della qualificazione, lavorazioni che, pur non essendo indicate come scorporate nel bando di gara, sono diventate, a seguito di perizia di variante o comunque di modifiche venute in evidenza in corso di esecuzione dei lavori, di valore superiore al 10% dell'importo complessivo del lavoro oppure comunque superiore a euro 150.000;

9) se per la qualificazione nella categoria di opera specializzata OS2 (Superfici decorate e beni mobili di interesse storico, artistico ed archeologico) il requisito di adeguata attrezzatura tecnica debba essere verificato esclusivamente sulla base di quanto previsto dall'art. 3 del Decreto ministeriale 3 marzo 2000, n. 294, come modificato dal Decreto ministeriale 24 ottobre 2001, n. 420, oppure anche sulla base dell'art. 18, commi 8 e 9, del Decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34;

10) la possibilità o meno di computare, ai fini della dimostrazione del requisito di cui all'art. 18, comma 10, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000 il costo sostenuto dall'impresa per il distacco temporaneo oppure per il lavoro temporaneo o interinale oppure per le collaborazioni coordinate e continuative;

11) se è possibile che un'impresa che abbia ottenuto l'attestazione di qualificazione anche tramite l'apporto del proprio direttore tecnico possa, nel caso di rinnovo dell'attestazione, usufruirne nuovamente;

12) se vi sono dei limiti sul piano dimensionale per la qualificazione delle società cooperative;

14) in quale modo, ai fini della dimostrazione dei requisiti tecnicoorganizzativi (art. 18, comma 5, lettere b) e c), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000), vanno comprovati i lavori diretti dal direttore tecnico di una impresa nel periodo ricompreso tra la data di abrogazione dell'Albo nazionale costruttori e la piena entrata in vigore del nuovo sistema di qualificazione (1 gradi gennaio 2000 - 31 dicembre 2001);

15) se è possibile o meno la qualificazione di una impresa individuale - di cui sia titolare il socio superstite di una società in nome collettivo formata da due soci incorsa nella causa di scioglimento di cui all'art. 2272, comma 4, del codice civile - sulla base dei requisiti di ordine speciale maturati, nel quinquennio precedente la stipula del contratto per il conseguimento dell'attestazione, dalla suddetta società. Le richieste di chiarimenti possono essere suddivise in due gruppi: il primo gruppo riguarda problemi sorti in sede di predisposizione dei bandi di gara ed è costituito dai chiarimenti di cui ai precedenti punti 1, 2, 3, 4 e 5 ed il secondo riguarda problemi sorti in sede di attività di rilascio delle attestazioni di qualificazione ed è costituito dai chiarimenti di cui ai precedenti punti 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15. L'Autorità ha acquisito gli avvisi della commissione consultiva di cui all'art. 8, comma 3, Legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni nonchè all'art. 5 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000, espressi nelle sedute del 20 dicembre 2001 e del 20 febbraio 2002, sulla cui base svolge le seguenti: Considerazioni in diritto Va in primo luogo rilevato che talune richieste di chiarimenti risultano assorbite dalle precisazioni contenute nella determinazione 20 dicembre 2001, n. 25, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 17 gennaio 2002, nella quale l'Autorità ha fornito indicazioni in materia di bandi di gara e di esecuzione dei lavori. Nella citata determinazione n. 25/2001 è stato precisato che principio base per individuare nei bandi di gara la categoria prevalente e le categorie diverse dalla prevalente è quello di suddividere, in sede di progettazione, tutte le lavorazioni necessarie per la realizzazione dell'intervento in sottogruppi di lavorazioni sulla base di due presupposti: ogni sottogruppo deve essere di importo superiore al 10% dell'importo complessivo dell'intervento o comunque di importo superiore a euro 150.000 e deve costituire un lavoro che sia riconducibile ad uno dei lavori individuati dalle declaratorie riportate nell'allegato A al Decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34. Nella stessa determinazione veniva precisato che perchè si abbia una prestazione configurabile come lavoro occorre che vi sia una modificazione strutturale o funzionale di un bene con il risultato di ottenere un nuovo bene che in quanto finito in ogni sua parte sia capace di esplicare autonome fun zioni economiche e tecniche. Venivano anche riportati esempi di applicazio ne di tale principio in particolare con riferimento al problema della differen ziazione fra lavoro e fornitura con posa in opera.

A) Per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti di cui al punto 1 dei considerato in fatto, va preliminarmente rilevato, come chiarito nella nota illustrativa ai bandi tipo pubblicati nel supplemento ordinario n. 18 alla Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2002 e nella citata determinazione n. 25/2001, che l'insieme di lavorazioni o genus delle stesse che costituiscono le categorie generali, indicate con l'acronimo OG, comprende quasi sempre species di categorie specializzate indicate con l'acronimo OS. Questo fatto non può, però, comportare l'applicazione di una sorta di principio di assorbenza, nel senso che ad un bando di gara che preveda come categoria prevalente una categoria specializzata OS possa partecipare una impresa qualificata in una categoria generale OG che comprenda, fra le lavorazioni necessarie alla sua completa realizzazione, anche le lavorazioni appartenenti alla categoria specializzata OS che il bando indica come categoria prevalente. L'applicazione di un tale principio condurrebbe allo stravolgimento della articolazione delle categorie in categorie di opere generali ed in categorie di opere specializzate Va inoltre ricordato che l'Autorità ha espresso in più occasioni il proprio avviso negativo sulla possibilità di ritenere applicabile in ogni caso il suddetto principio di assorbenza. Avviso positivo è stato espresso soltanto nel caso della categoria generale OG11 rispetto ad alcune categorie specializzate. Il quesito che è stato posto riguarda, però, quali regole vanno applicate nel caso dei bandi di gara riguardanti l'affidamento di lavori di manutenzione che prevedono come categoria prevalente una delle categorie di opere specializzate OS6 (finiture di opere generali in materiali lignei, plastici, metallici e vetrosi), OS7 (finiture di opere generali di natura edile) e OS8 (finiture di opere generali di natura tecnica). Va ricordato che l'ordinamento

a) definisce (art. 2, comma 1, lettera l), del Decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, e successive modificazioni) la manutenzione come "la combinazione di tutte le tecniche, specialistiche ed amministrative, incluse le azioni di supervisione, volte a mantenere o a riportare un'opera o un impianto nella condizione di svolgere la funzione prevista dal provvedimento di approvazione e del progetto"

c) stabilisce (art. 74, commna 3, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999 e s. m. ) che le imprese qualificate nelle categorie di opere generali possono partecipare alla gare di appalto indette per la manutenzione delle opere generali stesse. Le suddette disposizioni, ed in particolare quella di cui alla lettera c), conducono a ritenere che ai bandi di gara indetti per l'affidamento di appalti di lavori di manutenzione di un'opera rientrante nella categoria generale OG1 - nel caso che prevedano come categoria prevalente una delle categorie specializzate OS6 (finiture di opere generali in materiali lignei, plastici, metallici e vetrosi), OS7 (finiture di opere generali di natura edile) e OS8 (finiture di opere generali di natura tecnica) - possono partecipare, oltre alle imprese qualificate nella categoria di opera specializzata prevalente, anche le imprese qualificate nella categoria di opera generale OG1. Va precisato che tale possibilità è consentita dal fatto che le suddette categorie specializzate sono a qualificazione non obbligatoria e, pertanto, eseguibili dall'aggiudicatario ancorchè privo delle relative qualificazioni; inoltre la stessa va consentita perchè comporta una più ampia partecipazione di soggetti alle gare. Al fine di evitare contestazioni, è necessario, però che tale possibilità sia prevista dal bando che, come è noto, costituisce la lex specialis della gara. Ciò può essere effettuato inserendo, come una delle lettere dei punti 15 e 13 dei modelli di bando tipo, rispettivamente per il pubblico incanto e per la licitazione privata, pubblicati nel supplemento ordinario n. 18 alla Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2002, le seguenti parole: sono ammesse alla gara anche le imprese qualificate nella categoria generale OG1.

 

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