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D.M. 16/12/1923
Decreto Ministeriale 16/12/1923
Norme per la compilazione dei progetti di massima e di esecuzione a corredo delle domande per le derivazioni di acque, di cui all'art. 9 n. 1, del regolamento 14/08/1920 n. 1285.
CAPO I Progetti di massima per grandi derivazioni
Art. 1 - Relazione La relazione dovrà dare in primo luogo ampia e logica motivazione delle direttive generali dell'utilizzazione progettata, anche nei riguardi finanziari ed economico sociali. Dovrà inoltre chiaramente dimostrare che questa risponda ad un piano razionale di utilizzazione del corso d'acqua e del relativo bacino imbrifero. Questa dimostrazione sarà fatta possibilmente in base alle li- nee idrodinamiche del corso d'acqua in relazione al suo profilo longitudinale. Lo studio delle caratteristiche idrauliche del bacino da utilizzare dovrà essere basato sui diagrammi delle portate determinate per un periodo sufficientemente lungo, sia direttamente mediante letture idrometriche, sia deducendole da effemeridi di precipitazioni interessanti il bacino stesso. Qualora l'utilizzazione si limiti ad un tratto del corso d'acqua, dovrà essere data la ragione di questa limitazione e si dovrà dimostrare che l'utilizzazione dei rimanenti tratti non è perciò resa più difficile. La relazione illustrerà quindi la funzione industriale dell'impianto progettato, sia come unità indipendente, sia in connessione con altri impianti della regione, traendone le necessarie conclusioni circa il diagramma delle portate da erogare nelle diverse ore del giorno e nelle diverse stagioni. Ovunque è conveniente, sarà da prevedere la creazione di serbatoi di raccolta, sia per la regolazione diurna o settimanale, in modo che non si verifichi spreco d'acqua, sia per la regolazione di stagione. I progetti dei grandi serbatoi di stagione dovranno essere fatti in base a rilievi sul terreno, sia pure sommari, in modo che le capacità indicate risultino sufficientemente approssimate, escludendosi l'attendibilità per tale determinazione degli ingrandimenti delle carte topografiche. Date le capacità dei serbatoi stessi, se ne esporrà il funzionamento mediante un bilancio idraulico, esteso a più annate, deducendone, in relazione agli afflussi, quali saranno le portate regolarizzate nei singoli periodi dell'anno e nelle varie annate. Saranno illustrate le condizioni geognostiche del terreno sul quale deve es- sere creato il serbatoio, sia dal punto di vista dell'impermeabilità, sia nei riguardi della fondazione della diga di ritenuta in ragione della sua altezza. I serbatoi dovranno pure essere esaminati dal punto di vista della possibile loro colmazione, deducendo dalle condizioni dei terreni che costituiscono il bacino imbrifero le probabili quantità di materiali solidi che saranno apportate dalle acque, sia in sospensione, sia per trascinamento, e la loro disposizione entro e fuori dei limiti d'invaso per effetto del fenomeno di deltazione e i provvedimenti adottati riguardo a questi fenomeni. Lo studio dei nuovi serbatoi dovrà inoltre comprendere le condizioni delle falde in relazione sia ai possibili scoscendimenti dovuti all'alternanza dei livelli di acqua, sia alla eventuale formazione di ristagni d'acqua che possano essere causa di infezioni malariche. Ogni progetto di derivazione dovrà particolarmente considerare le alterazioni dei diritti dei terzi in dipendenza degli impianti progettati, tanto lungo la sede delle opere, quanto a monte ed a valle di queste, avuto riguardo particolarmente ad occupazioni temporanee o permanenti di terreni, ad opifici sospesi od inutilizzati, strade interrotte o sommerse, a rigurgiti d'acqua o deltazioni, a diritti di navigazione, fluitazione, pesca, irrigazione, abbeveraggio, usi pubblici, ecc., e dovrà indicare precisamente come i diritti alterati possano esse- re ricostituiti ed in qual misura indennizzati. Venendo alla descrizione delle opere, essa, più che una illustrazione dei dettagli tecnici dei disegni, dovrà essere una giustificazione delle modalità adottate in relazione ai concetti generali informatori ed una dimostrazione della possibilità costruttiva delle opere stesse, sia per la natura dei terreni, sia per l'accessibilità dei luoghi. Il buon funzionamento delle opere di presa dovrà essere esaminato tanto per le condizioni normali del corso d'acqua, quanto per l'eventualità di massime piene eccezionali, prevedendo dispositivi, possibilmente indipendenti da interventi esterni, perché non abbiano a derivarne conseguenze dannose alle opere stesse ed ai terzi. Con i calcoli tecnici di norma si dovranno giustificare tutte le dimensioni principali delle opere costituenti la derivazione: dighe, rigurgiti, muri di contenimento, tracciato dei canali e loro capacità di portata, portata delle luci di pre- sa, degli scaricatori e degli sfioratori, dimensioni e caratteristiche delle tubazioni forzate, velocità dell'acqua nelle stesse e relative perdite di carico nelle varie condizioni di esercizio, disposizioni delle officine generatrici e dei canali di restituzione. Per le dighe di sbarramento per serbatoi e laghi artificiali dovranno essere seguite le norme approvate col decreto ministeriale 02/04/1921 n. 1309. Per le opere di irrigazione, di bonifica e promiscue, si dovranno indicare le caratteristiche delle zone da irrigare o da bonificare, i sistemi che si intendono di impiegare, le procedure giuridiche che si vogliono seguire per il finanziamento (consorzi, società commerciali, sovvenzioni, mutui, obbligazioni fondiarie, ecc.). In base ai concetti generali suesposti la relazione dovrà chiaramente specificare:
a) la portata di acqua da derivarsi, espressa in moduli (litri 100 al minuto se- condo) calcolata come media, se si tratta di concessione a portata variabile. In questo caso deve pure essere stabilito il valore massimo che può raggiungere la erogazione ed i provvedimenti intesi ad impedire che sia oltrepassato;
b) il modo di derivazione, cioè la precisa ubicazione, la natura, la forma e le principali dimensioni della chiusa, se questa sia di struttura stabile od in- stabile, se la presa si effettui a bocca tassata od a bocca libera. Nel caso di struttura instabile si deve indicare in quali condizioni ed a quale altezza si intende ristabilirla nei casi di rimozione o di asportazione;
c) il modo di condotta, utilizzazione, distribuzione, smaltimento ed eventuale restituzione delle acque, dimostrando che queste non sono inutilmente disperse. Nel caso di restituzione delle colature o residui d'acqua ne verrà indicata la portata approssimativa, pur espressa in moduli. Se la derivazione debba servire per forza motrice, si deve indicare il luogo e l'altezza del salto o dei salti che si vogliono utilizzare, e se per produzione di energia elettrica, si debbono indicare le tensioni e le frequenze delle correnti da generare, le potenze installate nelle centrali espresse in chilowatt (KW) e l'energia presumibilmente producibile in chilowattore (KWh) annui;
d) le opere ed i provvedimenti di munimento e di presidio, e di depurazione in quanto ne emerga il bisogno, ai fini del buon regime delle acque della pubblica incolumità e dell'igiene ed a garanzia dei diritti dei terzi. Se la derivazione è chiesta per macerazioni di piante tessili, deve essere al- legato alla relazione un certificato del competente ufficio sanitario che dichiari nulla ostare all'esercizio della progettata macerazione e prescriva le condizioni e discipline a cui tale esercizio debba essere subordinato nell'interesse della pubblica salute. Infine nella relazione devono essere esposte le considerazioni e notizie, che valgano a metter in maggiore evidenza l'utilità ed i vantaggi del progetto presentato in confronto di altre soluzioni.
Art. 2 - Corografia La corografia deve essere così estesa da permettere il sicuro riferimento del- la derivazione a località note adiacenti, deve comprendere il corso d'acqua dal quale vuolsi derivare, le sue adiacenze, il bacino o i bacini scolanti da utilizzare per la raccolta delle acque, i terreni da attraversare con le opere progettate e la ubicazione delle medesime. La corografia potrà essere ad una scala tra 1:10.000 ed 1:100.000 a seconda della estensione del territorio interessato, in modo che essa possa comprendere le principali località direttamente od indirettamente interessate dal- le opere.
Art. 3 - Piano generale Serve a rappresentare graficamente il concetto dell'insieme del progetto nonché l'ubicazione delle singole opere. Vi debbono perciò essere segnati il bacino o i bacini di adunata, il corso d'acqua da cui si deriva, il sito della chiusa stabile od instabile, il perimetro del territorio interessato, il tracciato dei canali o condotti di derivazione, distribuzione o smaltimento, tanto se di nuova costruzione che esistenti, la ubicazione delle diverse opere d'arte, il tutto illustrato con apposita leggenda. Vi si debbono tracciare l'orientamento, i perimetri degli specchi d'acqua relativi al massimo ed al minimo livello delle acque nei bacini di raccolta con le rispettive quote, e designare le sezioni trasversali con linee e numeri. I serbatoi dovranno risultare da rilievi, di cui saranno riportati gli elementi (poligonale, piano quotato, sezioni, profili). Se trattasi di bonifiche, di macerazione o irrigazione, devono essere indicate, nei punti corrispondenti alle sezioni, le quote od altezze di livello del terreno, riferite al livello del mare o ad un determinato piano orizzontale, nonché ogni altra particolarità che possa giovare a giustificare le principali disposizioni di progetto, avendosi specialmente cura di ben definire i comprensori irrigui, anche altimetricamente, in modo che non sussista dubbio circa la loro attitudine a ricevere le acque di irrigazione. Il piano può essere ricavato dalle carte dell'Istituto geografico militare o dalle mappe del catasto, se soddisfano allo scopo, ma, per quanto riguarda l'utilizzazione, per forza motrice od altro, deve risultare da rilievo effettivamente eseguito sul posto, e deve riportare, in ogni caso, le quote, state rilevate, del terreno, sul quale debbono lasciarsi tracce riscontrabili dei capisaldi di riferimento degli eseguiti rilievi. La scala deve essere in rapporto non minore di 1:100.000.
Art. 4 - Profili longitudinali
a) Il profilo longitudinale del corso di acqua, da cui vuolsi derivare, deve e- stendersi in massima all'intero tronco interessato e comprendere, in ogni caso, il tratto a monte dell'edificio di presa fino al punto in cui giunge praticamente il rigurgito prodotto, nello stato di piena, dalle opere di sbarramento progettato, quando queste siano fisse, o relativo al più alto stato d'acque nel quale dovranno funzionare le opere di sbarramento, nel caso in cui queste siano mobili. Il profilo deve rappresentare le linee del fondo, della superficie delle acque relative agli stati di magra, ordinario e di massima piena, nonché le linee delle sponde e delle sommità arginali. Il fondo sarà rappresentato in nero, in azzurro le linee dei vari stati di acque, ed in diversi colori o con segni convenzionali distinti, le linee delle sponde o delle sommità arginali. Sul profilo debbono essere riportate, debitamente quotate le opere che si progetta di costruire, nell'alveo o sulle sponde.
b) I profili longitudinali dei canali o condotti debbono rappresentare le ondulazioni del terreno ed ogni altra accidentalità lungo l'asse dei medesimi, quando siano previsti di nuova costruzione, o quelle del fondo e delle sponde dei canali esistenti di cui si intenda usufruire. L'andamento del terreno, o del fondo dei canali esistenti, i manufatti, le sommità degli argini relativi saranno segnati in nero, le linee del progetto in rosso, le superfici di rialzi saranno colorate in rosso, e quelle degli scavi in giallo. Saranno segnate altresì le lunghezze e le pendenze delle singole livellette ragguagliate per chilometro. In azzurro verranno tracciate le linee di livello massimo medio e di magra delle acque, e, se si tratta di canali sfocianti in mare, quelle dei livelli di bas- sa e alta marea e del medio mare. Tanto per i profili di cui alla lettera A) quanto per quelli della lettera B) le ordinate debbono essere riferite al livello del mare oppure ad un piano orizzontale di convenzione, distinguendo con numeri progressivi quelle cui corrispondono le sezioni e profili trasversali. Saranno indicati i capisaldi di riferimento e gli zeri degli idrometri più importanti, secondo le notizie che potranno essere attinte dal genio civile. Le scale per la rappresentazione dei profili longitudinali debbono essere d'ordinario nel rapporto di 1:10.000 per le lunghezze di 1:500 per le altezze, salvo casi speciali.
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