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D. 25/07/2003 n. 26

PROGRAMMAZIONE ECONOMICA 25 LUGLIO 2003

(GU n. 215 del 16-9-2003)

Regionalizzazione dei patti territoriali e coordinamento Governo, regioni e province autonome per i contratti di programma.

(Deliberazione n. 26/2003)

Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica

-Visto l'art. 9, comma 2, lettera c), del Decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il quale prevede che la Conferenza unificata possa promuovere e sancire accordi tra Governo, regioni, province, comuni e comunità montane al fine di coordinare l'esercizio delle rispettive competenze e svolgere in collaborazione attività di interesse comune;

-Visto l'art. 67 della Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (finanziaria 2002), recante disposizioni in materia di programmazione negoziata in agricoltura;

-Visto l'art. 60 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (finanziaria 2003), che istituisce il Fondo per le aree sottoutilizzate presso il Ministero delle attività produttive nel quale confluiscono anche le risorse per il finanziamento delle agevolazioni a favore degli strumenti di programmazione negoziata e che richiama, tra l'altro, il processo di regionalizzazione in atto di tali strumenti;

- Visto l'art. 61 della predetta Legge finanziaria 2003, che, nell'istituire il Fondo per le aree sottoutilizzate presso il Ministero dell'economia e delle finanze, demanda fra l'altro a questo Comitato il compito di stabilire i criteri e le modalità di attuazione dei vari interventi;

- Visto il successivo art. 66 della Legge finanziaria 2003, che reca disposizioni concernenti il sostegno della filiera agroalimentare;

- Vista la propria delibera del 25 febbraio 1994 (Gazzetta Ufficiale n. 92/1994), recante la disciplina dei contratti di programma;

-Vista la propria delibera 21 marzo 1997, n. 29 (Gazzetta Ufficiale n. 114/1997), recante la disciplina della programmazione negoziata;

-Vista la propria delibera 17 marzo 2000, n. 31 (Gazzetta Ufficiale n. 125/2000) recante disposizioni transitorie in materia di programmazione negoziata, che prevede tra l'altro, al punto 3, che una quota massima del 20% delle risorse rinvenienti a seguito di provvedimenti di rideterminazione del finanziamento successivi alla data della delibera stessa concorrono alla copertura degli oneri finanziari relativi alle attività istruttorie, di supporto e di assistenza tecnica dei patti territoriali;

-Vista la propria delibera 9 maggio 2003, n. 16 che, nel riallocare ai sensi dei citati articoli 60 e 61 della Legge finanziaria 2003 le risorse tra i due Fondi dei Ministeri dell'economia e delle finanze e delle attività produttive, ha fra l'altro destinato risorse aggiuntive, pari a 120 milioni di euro, al finanziamento dei patti territoriali o di altri strumenti di sviluppo locale concertato, nel rispetto delle consolidate chiavi di riparto tra le due macroaree del centro-nord e del Mezzogiorno e all'interno di queste tra le regioni e le province autonome, accompagnando così, in maniera adeguata, il processo di regionalizzazione dei patti territoriali;

-Visto l'atto di indirizzo sulla regionalizzazione della programmazione negoziata approvato da questo Comitato nella seduta del 4 aprile 2001;

- Vista la dichiarazione del Governo, resa in occasione della presentazione del maxiemendamento sul disegno di Legge finanziaria 2003, con la quale è stato, fra l'altro, assunto l'impegno di garantire l'immediata regionalizzazione dei patti territoriali in stretta connessione temporale con le decisioni di allocazione finanziaria di questo Comitato ed un adeguato finanziamento, in sede di riparto delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate, degli undici patti territoriali partecipanti al bando in scadenza il 31 maggio 2001, già istruiti ma non ancora approvati;

- Visto l'accordo raggiunto in sede di Conferenza unificata, in data 15 aprile 2003, tra i Ministeri dell'economia e delle finanze e delle attività produttive, le regioni e le province autonome, l'ANCI, l'UPI e l'UNCEM per il coordinamento della regionalizzazione degli strumenti di sviluppo locale;

- Considerata l'esigenza di assicurare l'efficiente ed efficace utilizzo delle risorse finanziarie per le aree sottoutilizzate investite nei patti territoriali, anche alla luce dei risultati della prima ricerca valutativa sull'efficacia di tale strumento di intervento esaminata da questo Comitato nella seduta del 14 marzo 2003;

-Ritenuto di dover disciplinare, in linea con quanto previsto nel citato accordo del 15 aprile 2003, il processo di regionalizzazione dei patti territoriali e le modalità di coordinamento tra il Governo e le regioni e le province autonome per quanto concerne i contratti di programma;

- Su proposta dei Ministeri dell'economia e delle finanze e delle attività produttive; Patti territoriali.

1. Ogni regione e provincia autonoma assume la responsabilità del coordinamento, della programmazione e della gestione dei patti territoriali di propria competenza secondo le modalità appresso indicate. Ciascuna regione, anzichè assumere direttamente le funzioni di gestione subentrando al Ministero delle attività produttive, può optare affinchè quest'ultimo continui ad esercitare le medesime. A decorrere dalla data di sottoscrizione di apposita convenzione da parte di ciascuna regione e provincia autonoma con il Ministero delle attività produttive, secondo lo schema generalizzato di cui all'allegato 1 della presente delibera della quale costituisce parte integrante, saranno regolati: la successione nei rapporti giuridici costituiti in capo al detto Ministero; gli aspetti relativi agli effetti di carattere temporale e finanziario prodotti dalla gestione attuale rispetto al processo di passaggio della gestione dei patti territoriali alle regioni e alle province autonome, con particolare riferimento a quanto specificamente previsto nel complemento di programmazione del Programma operativo nazionale (PON) «Sviluppo imprenditoriale locale» 2000-2006; le modalità con cui il Ministero delle attività produttive renderà disponibili le somme a valere sulle economie di cui all'art. 61, comma 9, della Legge finanziaria 2003 per le finalità di cui al successivo punto 6. Le regioni e le province autonome, per i patti territoriali oggetto di trasferimento, si impegnano a subentrare nei rapporti giuridici esistenti con i soggetti responsabili, i soggetti convenzionati e i soggetti incaricati per l'assistenza tecnica, fermo restando che la finanza di patto deve intendersi comprensiva anche delle occorrenze necessarie per i compensi relativi alle attività di competenza dei detti soggetti. A tale scopo si procederà al trasferimento delle risorse finanziarie alle regioni e alle province autonome al netto di eventuali pagamenti già effettuati, evidenziando altresì eventuali accantonamenti nella misura massima del 20%, di cui alla delibera CIPE n. 31 del 17 marzo 2000, a valere su economie oggetto di rimodulazione. Nel caso in cui la regione o la provincia autonoma opti per assumere direttamente le funzioni di gestione, la stessa è tenuta ad assicurare l'immissione dei dati da parte dei soggetti responsabili dei patti territoriali nel sistema di monitoraggio in rete del Ministero delle attività produttive. Il Ministero delle attività produttive ovvero la regione o la provincia autonoma che abbia assunto direttamente le funzioni di gestione presentano al CIPE, entro il mese di dicembre di ciascun anno, una relazione scritta sullo stato di realizzazione della regionalizzazione e dei definanziamenti di cui ai punti seguenti, nonchè sullo stato di avanzamento dei patti, secondo uno schema comune che sarà predisposto dal Ministero delle attività produttive, d'intesa con le regioni e le province autonome. Fermo restando quanto disposto dall'art. 67 della Legge 28 dicembre 2001, n. 448, in materia di programmazione negoziata in agricoltura, la riprogrammazione delle risorse della finanza di patto avviene sulla base dei criteri di cui ai punti seguenti.

2. Ai fini della rimodulazione delle risorse all'interno dello stesso patto è stabilito quanto segue

a) la rimodulazione delle risorse assegnate in precedenza dal CIPE che si rendono disponibili a seguito di revoca, rinuncia o per effetto di economie, è consentita salvo quanto previsto alla successiva lettera b). Tale rimodulazione, nei casi in cui il Ministero delle attività produttive eserciti le funzioni di gestione, è soggetta al parere vincolante della regione o della provincia autonoma interessata

b) per i patti territoriali approvati ai sensi della delibera di questo Comitato n. 29/1997 per i quali siano decorsi due anni dalla data del nulla osta per l'erogazione dei fondi rilasciato dall'Amministrazione centrale competente alla Cassa depositi e prestiti, ovvero, per i patti di 1ª generazione, dalla data del Decreto di approvazione della singola iniziativa, la rimodulazione delle risorse, chiunque eserciti le funzioni di gestione, è consentita solo ove si verifichi almeno una delle due seguenti condizioni: b1) raggiungimento di un livello di erogazione delle risorse pari ad almeno il 25% del finanziamento concesso a valere sui fondi assegnati in precedenza dal CIPE; b2) raggiungimento di almeno il 50% di iniziative avviate, intendendosi per avviate, se iniziative imprenditoriali, quelle per le quali sia stato emesso almeno un titolo di spesa valido nei termini ordinariamente previsti dalla delibera di questo Comitato n. 69/2000 e, se interventi infrastrutturali, quelli per i quali sia avvenuta la consegna o l'aggiudicazione dei lavori. Quanto previsto dalla precedente lettera b) si applica a partire dal sessantesimo giorno dalla data di pubblicazione della presente delibera.

3. Le risorse resesi disponibili a seguito della procedura di definanziamento di cui al precedente punto 2, vengono utilizzate obbligatoriamente all'interno dello stesso territorio regionale, secondo le seguenti modalità

a) per il 60% direttamente dalle regioni e dalle province autonome, alle quali le risorse vengono allo scopo trasferite subito dopo il loro effettivo riversamento all'erario, per finanziare azioni di sistema (infrastrutture materiali e immateriali, con esclusione di regimi d'aiuto che prevedono agevolazioni alle imprese) a favore dei patti territoriali per i quali siano soddisfatte le condizioni di cui al punto 2, lettera b), ovvero, sulla base di indirizzi concertati con le autonomie locali, a favore di strumenti regionali di sviluppo locale che siano equivalenti, in base a caratteristiche di concertazione sociale e integrazione territoriale degli interventi, assumendo ove opportuno come riferimento la metodologia europea dei patti territoriali per l'occupazione. Per strumento regionale di sviluppo locale equivalente si intende uno strumento: fondato sul partenariato istituzionale e sociale attuato dai soggetti interessati tra quelli previsti dall'art. 8 del regolamento CE 1260/1999 e ispirato a principi di concentrazione territoriale; che preveda l'individuazione di uno specifico e primario obiettivo di sviluppo locale coerente con le linee della programmazione regionale e che individui le attività e gli interventi da realizzare, i soggetti attuatori, nonchè le risorse e i tempi

b) per il 40% dal Ministero delle attività produttive che le destinerà, d'intesa con le regioni e le province autonome, agli strumenti di cui alla precedente lettera a), ovvero ad altri strumenti di programmazione negoziata e ad altri interventi territorialmente concentrati, ivi comprese le eventuali azioni di sistema.

4. Per le finalità di cui al precedente punto 3, lettera a), ovvero per finanziare azioni di sistema, compresi i regimi di aiuto che saranno individuati nell'atto da sottoscriversi con le singole regioni e province autonome, è previsto dalla delibera CIPE n. 16/2003 un'assegnazione aggiuntiva al Fondo istituito presso il Ministero delle attività produttive, a valere sulle risorse di cui agli articoli 60 e 61 della Legge finanziaria 2003, pari a complessivi 120 milioni di euro da trasferire con sollecitudine alle regioni e province autonome da parte del predetto Ministero. Le percentuali di riparto sono quelle adottate in occasione delle precedenti ripartizioni delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate adottate con le delibere di questo Comitato numeri 84/2000, 138/2000, 36/2002 e 17/2003 e riportate nella tabella di cui all'allegato 2 della presente delibera della quale costituisce parte integrante.

 

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