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D. 01/01/1998

DECRETO

Promozione di programmi innovativi in ambito urbano denominati "Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio”

IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI

Visto l'art.52 del D.L.vo 31 marzo 1998 n.112 sul conferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997 n.59 che definisce tra i compiti di rilievo nazionale la "identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale con riferimento ai valori naturali e ambientali, alla difesa del suolo e alla articolazione territoriale delle reti infrastrutturali e delle opere di competenza statale, nonché al sistema delle città e delle aree metropolitane, anche ai fini dello sviluppo del Mezzogiorno e delle aree depresse del paese.";

Visto l'art.54 del medesimo D.L.vo che tra le funzioni mantenute allo Stato individua la "promozione di programmi innovativi in ambito urbano che implichino un intervento coordinato da parte di diverse amministrazioni dello Stato, di intesa con la conferenza unificata.";

Visto l'art.98 del medesimo D.L.vo che tra le funzioni mantenute allo Stato individua la "pianificazione pluriennale della viabilità", la "programmazione, progettazione, realizzazione e gestione della rete autostradale e stradale nazionale" e la "determinazione dei criteri relativi alla fissazione dei canoni per le licenze e le concessioni";

Visto il D.L.vo 26 febbraio 1994 n.143, che, nell'istituire l'Ente Nazionale per le Strade, sottopone lo stesso ente all'alta vigilanza del Ministero dei lavori pubblici;

Visto il Decreto del Ministro dei lavori pubblici 26 luglio 1996 n.11613, registrato alla Corte dei Conti il 4 settembre 1996, reg.2, fogl.76, con il quale, tra l'altro, le attività demandate al Ministero dei lavori pubblici riguardanti l'Ente Nazionale per le Strade, l'espletamento dei compiti connessi all'attività di vigilanza sull'ente predetto, nonché le competenze sui programmi di riqualificazione urbana sono state attribuite alla Direzione generale per il coordinamento territoriale;

Visti i commi 2, 3 e 4 dell'art.81 del D.P.R. n.616/1972 come modificati dal D.P.R. n.383/1994 che stabilisce le procedure di approvazione dei progetti di opere pubbliche statali e di opere pubbliche di interesse statale da realizzarsi dagli enti istituzionalmente competenti;

Visto l'art.55 del sopra citato D.L.vo che stabilisce ulteriori procedure e competenze relativamente alla localizzazione di opere di interesse statale;

Visto l'art.2, comma 203 della legge 23 dicembre 1996 n.662, recante misure di razionalizzazione della finanza pubblica che individua una p luralità di strumenti di concertazione per la realizzazione di "interventi che coinvolgono una molteplicità di soggetti pubblici e privati ed implicano decisioni istituzionali e risorse finanziarie a carico delle amministrazioni statali, regionali e delle province autonome nonché degli enti locali";

Visto il documento della Commissione dell'Unione Europea denominato "Agenda 2000", nel quale gli interventi in aree urbane vengono considerati tra quelli ricompresi nell'obiettivo 2 previsto nel nuovo quadro comunitario di sostegno;

Vista la prima bozza ufficiale dello "Schema di sviluppo dello spazio europeo", nella quale sono definiti gli orientamenti in materia di sviluppo armonioso ed equilibrato del territorio europeo e di integrazione degli obiettivi di coesione socio-economica, di competitività e di sviluppo sostenibile;

Vista l'intesa con la Conferenza unificata raggiunta in data.................... in attuazione dell'art.54 del sopra citato D.L.vo con la quale, tra l'altro, sono stati definiti i criteri per la selezione delle proposte dei programmi innovativi in ambito urbano denominati "Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio ";

Viste le disposizioni in materia contenute nelle leggi delle regioni a statuto speciale e delle province autonome.

DECRETA

Art.1

1. Le disponibilità del Ministero dei lavori pubblici - Direzione generale del coordinamento territoriale - derivanti dalle somme non utilizzate per i programmi di riqualificazione urbana di cui al D.M. 21 dicembre 1994 sono destinate alla promozione e alla partecipazione alla realizzazione di programmi innovativi in ambito urbano denominati programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio.

2. Gli accordi di programma di cui all'art.2 del D.M. 30 ottobre 1997 debbono essere sottoscritti, a pena di decadenza dal finanziamento concesso, entro il 31 dicembre 1998.

3. Alle finalità di cui al comma 1 sono altresì destinate, nella misura indicata dai rispettivi documenti di programmazione ed in conformità agli obiettivi da perseguire, le disponibilità della Direzione generale delle opere marittime e della Direzione generale dell'edilizia statale e dei servizi speciali, qualora nei programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio sono ricompresi interventi di competenza delle suddette direzioni generali.

Art.2

1. I programmi di cui all'art.1 hanno l'obiettivo di avviare una sperimentazione sulle azioni amministrative e sui moduli operativi più efficaci per attivare i finanziamenti per gli interventi nelle aree urbane che saranno previsti nel nuovo quadro comunitario di sostegno.

2. La sperimentazione di cui al comma 1 è attuata con la diretta partecipazione della Commissione dell'Unione Europea, della BEI, delle Regioni, dei soggetti promotori - di cui all'art.4 dell'allegato bando -dei programmi prescelti, del Ministero dei lavori pubblici, del Dipartimento per le aree urbane della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e dell'Anas.

3. Le modalità di presentazione e di selezione dei programmi innovativi in ambito urbano denominati programmi di riqualificazione e di sviluppo sostenibile del territorio sono disciplinate dal bando allegato al presente decreto.

Art.3

1. Ai fini della verifica, del monitoraggio e della diffusione dei risultati della sperimentazione è istituito, con decreto del Ministro dei lavori pubblici un "Comitato di sorveglianza" composto da seguenti membri: · un rappresentante del Ministero dei lavori pubblici con funzione di Presidente; · un rappresentante del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica; · un rappresentante del Dipartimento per le aree urbane della Presidenza del Consiglio dei Ministri · un rappresentante della Cabina di regia nazionale; · un rappresentante del Ministero dell'ambiente; · un rappresentante del Ministero dei beni culturali ed ambientali; · un rappresentante della Banca Europea degli investimenti; · tre rappresentanti della Conferenza Unificata; Potranno inoltre partecipare ai lavori del Comitato di sorveglianza, su indicazione del Comitato medesimo, in qualità di membri non permanenti i rappresentanti di altre amministrazioni centrali, regionali e locali, istituzioni, enti eventualmente interessati alla realizzazione dei programmi.

3. Il Comitato di sorveglianza approva il proprio regolamento interno, comprendente le disposizioni circa le modalità organizzative e procedurali.

4. Il Comitato di sorveglianza è assistito da una segreteria tecnica composta da personale della Direzione generale del coordinamento territoriale e individuata dal responsabile della Direzione stessa.

5. E' ammessa la spesa del 4 per cento delle disponibilità di cui all'art. 1, comma 1, per servizi di assistenza tecnica, monitoraggio, diffusione dei risultati e valutazione da fornire al Comitato di sorveglianza di cui al comma 1.

Art.4

1. Il presente decreto e l'allegato bando sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, li ................. 1998 Il Ministro dei lavori pubblici

Art.1 - Disponibilità finanziarie

1. Le disponibilità finanziarie destinate all'attuazione dei programmi di riqualificazione urbana di cui al D.M. 21 dicembre 1994 e non impegnate, sono utilizzate per la promozione e per la partecipazione alla realizzazione di programmi innovativi in ambito urbano denominati "programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio" di seguito nel presente provvedimento definiti "programmi".

2. Alla realizzazione dei programmi sono, altresì, destinate, nella misura indicata dai rispettivi documenti di programmazione ed in conformità agli obiettivi da perseguire, le disponibilità finanziarie della Direzione generale delle opere marittime e della Direzione generale dell'edilizia statale e dei servizi speciali.

3. All'attuazione dei programmi possono essere destinate le risorse dell'Unione Europea, quelle delle amministrazioni pubbliche e quelle di soggetti privati.

Art.2 - Obiettivi del programma

1. I programmi riguardano ambiti territoriali (sub-regionale, provinciale, intercomunale, comunale) individuati sulla base delle caratteristiche fisiche, morfologiche, culturali e produttive e si propongono di favorire:

a) la realizzazione, l'adeguamento e il completamento di attrezzature, sia a rete che puntuali, di livello territoriale e urbano in grado di promuovere e di orientare occasioni di sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale, avuto riguardo ai valori di tutela ambientale, alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico, e garantendo l'aumento di benessere della collettività e le condizioni di sicurezza allo sviluppo;

b) la realizzazione di un sistema integrato di attività finalizzate all'ampliamento e alla realizzazione di insediamenti industriali, commerciali,

artigianali e produttivi in genere, alla promozione turisticoricettiva e alla riqualificazione di zone urbane centrali e periferiche interessate da fenomeni di degrado urbano e sociale al fine di garantire opportune condizioni di vivibilità.

2. Gli ambiti territoriali di cui al comma 1 possono ricomprendere:

a) i sistemi metropolitani caratterizzati dal deficit infrastrutturale relativo alla gestione dei grandi bacini di mobilità e dalla criticità delle interconnessioni tra nodi dei sistemi di trasporto internazionali, nazionali e interregionali;

b) i distretti insediativi che richiedono una migliore strutturazione della loro articolazione infraregionale, rafforzando le relazioni di complementarità e sinergia tra i singoli centri ricompresi nei suddetti distretti;

c) il sistema degli spazi di transizione e integrazione tra i sistemi urbani di cui ai punti a) e b) e il sistema delle attrezzature di cui al punto

d);

Art.3 - Assi prioritari d'intervento

1. Gli assi prioritari di intervento dei programmi riguardano:

a) interventi pubblici e di interesse pubblico di dimensione e importanza tale da rappresentare una precondizione per progetti di investimenti o di maggiore produttività per operatori pubblici e privati;

b) interventi finalizzati a favorire lo sviluppo locale e la valorizzazione del capitale fisso sociale, anche mediante una adeguata collocazione rispetto alle attrezzature a rete e a quelle puntuali;

c) interventi complementari ai progetti di cui alla lett. a);

d) azioni e iniziative finalizzate a favorire lo sviluppo dell'occupazione, la formazione professionale e più vantaggiose condizioni del credito, con particolare riferimento a quanto posto in essere da altre amministrazioni pubbliche, anche statali ed europee;

e) la funzione di ordinare sul territorio gli interventi previsti da altre iniziative avviate sulla base degli strumenti della programmazione negoziata (patti territoriali, contratti d'area) ovvero di affiancare, anche in termine di finanziamento, le predette iniziative.

2. Gli interventi di cui alla lett.a) del comma 1 sono riconducibili, in via esemplificativa: · a parti dell'attrezzatura a rete relativa al sistema stradale, ferroviario, aeroportuale, portuale, energetico, idrico, delle telecomunicazioni nonché alle opere necessarie per la difesa del suolo; · ai porti, agli aeroporti, agli interporti, agli scambiatori di modalità e alle interconnessioni delle reti con il sistema urbano; · a interventi di rilevanza tale da costituire poli di attrazione quali: sedi di tribunali, strutture ospedaliere, università, centri congressuali, strutture polifunzionali per lo sport, il turismo e il tempo libero, ecc;

 

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